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YOGA E ASMA

di Cinzia Caravano

Perché lo yoga può essere di aiuto ad un asmatico?

L’asma è uno stato di bronco costrizione associato ad infiammazione delle vie aeree e produzione di muco, che da luogo a mancanza o difficoltà di respiro e ai caratteristici sintomi  come sibilo, tosse, costrizione toracica, affanno e fame d’aria.

Questa patologia può essere legata a fattori genetici, ad allergie o condizioni ambientali , generalmente è reversibile ma nell’età adulta tende a essere più persistente.

Negli ultimi anni il tasso di mortalità legato all’asma è aumentato notevolmente, il motivo non è ancora del tutto chiaro ma può essere collegato all’uso di farmaci come i broncodilatatori che se inalati attenuano i sintomi in poco tempo dilatando i bronchi, ma che possono mascherare una crisi d’asma imminente e quindi ritardare le cure salva vita.

Dal punto di vista yogico, molti -e non solo asmatici- respirando in modo disfunzionale o inefficiente innescano  processi stressogeni che si riflettono su vari fronti, in particolare sull’apparato muscolare che tende ad irrigidirsi. Migliorando la respirazione, migliora l’apporto di ossigeno ai tessuti, abbassa il livello di stress e induce il rilassamento muscolare, situazione ideale per tutti, ma vitale per un’ asmatico.

 Il respiro nella pratica yoga è lo strumento più importante. Gli antichi yogi scoprirono che questa funzione, normalmente automatica, ha effetti profondi sul sistema nervoso se controllata in modo consapevole, e che può essere usata sia per aumentare l’attività dell’organismo sia per favorirne il rilassamento.

Un altro effetto di questo tipo di respirazione è che le aree inferiori dei polmoni, ricchissime di vasi sanguigni, non ottengono ossigeno sufficiente per rifornire il sangue che vi fluisce.

Anche una postura scorretta con la schiena ricurva,molto diffusa nella società moderna, favorisce la respirazione toracica, spingendo le costole inferiori verso l’addome. Ne risulta un limitato movimento del diaframma, che è il muscolo principale della respirazione.

Un’ asmatico ha più difficoltà nell’espirazione e i sibili caratteristici della malattia si avvertono principalmente in questa fase della respirazione. La difficoltà a espirare è indice della costrizione di piccole tube bronchiali dovuta a infiammazione. Quando i polmoni si espandono nell’inspirazione, sulle vie aeree viene esercitata una trazione che le fa aprire, ma tendono subito a richiudersi quando i polmoni passano all’espirazione. Dato che così facendosi inspira troppo aria rispetto a quella espirata, nei polmoni rimane aria stagnante che non lascia spazio alla nuova aria ossigenata, compromettendo le riserve di ossigeno per tutto l’organismo.

Generalmente i rimedi  all’asma della medicina occidentale sono esclusivamente farmacologiche, vengono utilizzati broncodilatatori e cortisone.

Da queste considerazioni oggettive, nasce l’esigenza per un asmatico di avere una pratica costante nello yoga per ritrovare quel rilassamento fisico,dato dagli allungamenti, e mentale ,dato dalla concentrazione che inevitabilmente si rifletterà su una postura corretta liberando il diaframma che insieme al cuore è uno dei muscoli più potenti e attivi del corpo.

PERCHE’ SI INSPIRA ED ESPIRA ATTRAVERSO IL NASO?

La respirazione nello yoga

Nella pratica yoga si utilizza il naso sia in inspiro che in espiro, eccetto alcuni esercizi in particolare. L’aria inspirata passando attraverso il naso viene riscaldata, umidificata e filtrata dalle impurità e allergeni per arrivare ai polmoni nello stato ottimale per essere assimilata, riducendo la probabilità di attacchi asmatici (l’aria fredda può essere uno shock per i polmoni, portando a broncospasmi e aggravando eventuali infiammazioni in atto). Un altro motivo importante è che il passaggio stretto dei condotti  nasali fa in modo che l’aria esca lentamente, rimanendo più a lungo all’interno dei polmoni, con conseguente maggior scambio tra anidride carbonica e ossigeno. Inoltre rallentando la respirazione si ha un effetto benefico sul sistema nervoso. Le fosse nasali sono tappezzate di innumerevoli terminazioni nervose che agiscono sugli organi vitali. Quando ci si trova davanti ad una persona svenuta,  le facciamo respirare una sostanza irritante come l’aceto che va ad agire proprio su quelle terminazioni nervose e indirettamente sul sistema simpatico riattivando i processi vitali. Per questo l’organismo necessita della stimolazione provocata dal passaggio dell’aria nel naso.

Ma la cosa essenziale per gli yogi è che il naso è l’organo principale di assunzione del prana.

La maggior parte degli asmatici respira attraverso la bocca e lo fa sia inspirando sia espirando. La respirazione dalla bocca tende a seccare la cavità orale e la gola, irritando ulteriormente le vie aeree. Questi soggetti tendono a respirare più velocemente, dato che la bocca offre minore resistenza al flusso d’aria, rispetto ai condotti nasali.  

Per quanto riguarda l’iperventilazione, spesso gli asmatici respirano con più atti del nomale. Se lo standard è di 12 respiri al minuto, loro ne fanno anche il doppio o più. Assumono grosse quantità di ossigeno , ma espirando allo stesso tempo più anidride carbonica (CO2) del normale.

Per questi motivi l’ acquisizione di pratiche come la respirazione yogica in tre fasi può dare ad un asmatico la possibilità di riappropriarsi di una consapevolezza tale da indurlo ad un miglioramento sostanziale.

Bibliografia:

“Loyoga che ti cura”  Timothy McCall Edizioni Sperling & Kupfer

“Perfeziono lo yoga” André Van Lysebeth

“ Attacco All’asma e non solo”  Dott.ssa Fiamma Ferrero Macro Edizioni

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